Guardare, vedere, osservare, quali differenze?

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Guardare, un’operazione rapida e spontanea

Fotografia: Michele Abriola

Guardare, vedere, osservare, quali differenze?

Tutti noi quotidianamente svolgiamo una attività che ci porta ad avere un contatto con la realtà che ci circonda, soprattutto un fotografo di matrimonio.

Lo facciamo in modo rapido, spontaneo e naturale. 

E’ un’operazione che ci consente, di base, di catturare quante più informazioni possibili, le raccogliamo, le registriamo.

Questa operazione consiste nel “guardare”.

Ultimi istanti del trucco della sposa
Lo sposo termina la sua preparazione
L’espressione rilassata dello sposo prima del rito
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Invitati si soffermano a chiacchierare prima dell’ingresso in sala
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Un cameriere prepara il lampadario con le candele prima dell’arrivo degli ospiti
Un cameriere prepara il lampadario con le candele prima dell’arrivo degli ospiti

Vedere, percezione

 

Esiste però un livello successivo al “guardare” ovvero “vedere”.

Tra guardare e vedere c’è una differenza sostanziale. 

Il concetto del “vedere” mette in moto quello che è più strettamente legato alla percezione

Vengono attribuiti significati importanti a tutti gli stimoli che percepiamo dal mondo circostante, iniziamo così ad interpretarli e tutto inizia ad apparire più chiaro.

Quante volte avete sentito dire guardi ma non vedi?

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La sposa osserva il cielo fuori dalla finestra
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La sposa allaccia un piccolo bracciale alla caviglia prima di indossare le scarpe
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Occhi chiusi per godere di un raggio di sole
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Ultima sigaretta prima di uscire di casa
La stanza si svuota, le ultime tracce
Gli sposi si allontanano in auto dopo il rito

Osservare, attenzione ai dettagli

 

In fotografia è fondamentale imparare a vedere, mettere in moto un processo importante che deve, successivamente, terminare con lo scrutare.

La fotografia di matrimonio, in particolare, è ricca di situazioni che ci impongono di soffermarci più a lungo nel tentativo di cogliere elementi in una scena che normalmente risultano poco visibili.

Entra in gioco in maniera prepotente un elemento fondamentale: il tempo.

Ed è qui che arriva l’ultimo e più importante livello dopo aver esaminato i primi due: “osservare”.

Quando si osserva si esamina, si presta massima attenzione ai dettagli, alle cose minute, più fini, i colori, le forme, abbiamo il desiderio di iniziare a conoscere meglio quel che abbiamo di fronte. Lo facciamo non soltanto con gli occhi, ma col cuore, con la mente.

E’ così che esaminiamo cose come persone, situazioni, impariamo ad analizzarle in un contesto preciso.

Essere bravi ad osservare significa soprattutto essere in grado di andare oltre l’apparenza delle cose, significa saper cogliere realtà nascoste, immaginarle.

Un buon osservatore ha pazienza, usa il tempo, ha una forte immaginazione.

Un buon osservatore è un visionario.  

Guardare, vedere, osservare, quali differenze?
Gli amici si radunano intorno allo sposo prima del party
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La sposa durante il party catturata da una amica, la testimone non si accorge della forchetta nei capelli
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la sposa e la sorella dello sposo al ballo
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Dettagli di colore al party, multiexposure
Guardare, vedere, osservare, quali differenze?
Espressione di meraviglia di un’ospite al party catturata in un selfie

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