Marocco una meravigliosa avventura – parte 1

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Marocco una meravigliosa avventura parte 1

Se viaggiate in Marocco, scoprirete che una delle maggiori attività commerciali riguarda il commercio di borse, cappotti, babouches (le tipiche scarpe marocchine a punta) e ogni altro tipo di artefatto in pelle, e che questa attività artigianale è svolta in maniera praticamente rudimentale, proprio come si faceva in antichità.

In un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche questo tipo di attività svolta manualmente è
davvero una “gemma rara”, sia da osservare che da concepire.

Dalla raccolta delle pelli di vacca, capra e pecora, passando per l’asciugatura delle stesse lungo le strade in quartieri dedicati, fino alla concia nelle concerie.

Questa attività è tramandata di generazione in generazione e dimora tra le tradizioni più antiche dei popoli del Marocco. Le persone imparano si dal momento in cui possono dedicarsi al lavoro.
Moltissime di loro sono davvero orgogliose di realizzare la concia proprio come i loro antenati facevano mantenendo viva una così antica tradizione. il commercio di pelletteria in Marocco vale di più di 200.000 dollari americani e il tradizionale metodo di concia impiega circa 36.000 persone.

Non sempre è facile entrare nelle concerie ed è estremamente difficile, senza l’aiuto di un fixer, riuscire a documentare da vicino il lavoro svolto nei dettagli. Di solito i Marocchini tentano di definire la visita in conceria come una vera rarità di cui godere e appropriarsi in quanto turista occasionale. Capita, infatti, di essere “accompagnati” in questi luoghi da gente del luogo che delega la visita a veri e propri ciceroni del quartiere, non senza un compenso (non sempre espressamente richiesto in precedenza).

I turisti sono generalmente ignari rispetto a tutte queste dinamiche, ma sappiate che veri e propri gruppi organizzati cercano di trarre profitto anche dalle visite in luoghi appartenenti alla cultura e alle tradizioni marocchine. Dunque preparatevi, nonostante i marocchini siano un popolo cordiale e accogliente, non sempre tutti i gesti di sfrontata ospitalità potranno risultare del tutto disinteressati.

Organizzazione delle concerie marocchine.

La conformazione delle concerie in Marocco segue pedissequamente il processo di concia e tintura delle pelli. Una serie di vasche con diversi liquidi all’interno si susseguono quasi a perdita d’occhio.

Qui siamo a Fes e la principale conceria è Chouara che si trova nel cuore della Medina.
Fes (Fez-Meknes) è una delle città imperiali del Marocco e custodisce, come tutte, storia, cultura e tradizioni e quella della concia delle pelli è tra le più antiche tramandate sino ai giorni nostri.

Il processo che porta le pelli a diventare finalmente trattabili per essere trasformate in borse o altro è davvero impressionante (o almeno lo è certamente per noi europei).

Le pelli vengono prima immerse in una miscela di urina di mucca, calce viva, acqua e sale. Questa mistura caustica aiuta a rompere la pelle dura, allentare il grasso in eccesso, far cedere la carne e i peli che rimangono attaccati su di esse. Le pelli restano immerse per due o tre giorni, dopodiché i conciatori eliminano le fibre e il grasso in eccesso per preparare le pelli alla tintura.

Successivamente si passa ad un un’altra serie di vasche contenenti una miscela di acqua e cacca di piccione e solo alla fine verrà la tintura. La cacca di piccione contiene ammoniaca che funge da ammorbidente che consente alle pelli di diventare malleabili in modo che possano assorbire il colorante.

L’odore qui è talmente pungente che molte guide (non sempre ufficiali, come vi spiegavo) forniscono rametti di menta fresca ai visitatori per aiutarli a superare questo inconveniente durante le visite.
Alla fine di tutto il processo le pelli vengono lasciate asciugare al sole e sono successivamente vendute agli artigiani per la lavorazione e la trasformazione.
Nel processo sono coinvolti tantissimi marocchini e si lavora in periodi precisi dell’anno.

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